Convito delle stagioni
Con questa nuova raccolta, Antonio Prete approfondisce i temi che gli sono piú cari, e che della poesia sono elementi purissimi: la natura e il tempo.
Con questa nuova raccolta, Antonio Prete approfondisce i temi che gli sono piú cari, e che della poesia sono elementi purissimi: la natura e il tempo.
Far rivivere in un’altra lingua la parola letteraria è al tempo stesso opera alchemica e prova di audacia. Qui la trasmutazione si esercita non su metalli guizzanti di vita, ma su una materia altrettanto ricca e pulsante: il fraseggio, la sonorità, il timbro, le scelte lessicali, tutto ciò che rende unico un testo d'autore. È con una simile unicità che si misura il traduttore. Fallirebbe però il suo compito se si prefiggesse di ricalcare l'originale o giudicasse la propria impresa davvero compiuta, e non solo l'approssimazione provvisoria a un'impossibile perfezione.
Questa nuova edizione del capolavoro di Ovidio si caratterizza per la traduzione di Guido Paduano, che riprende, rivista e con ulteriori miglioramenti, quella uscita nel 2000 nella «Pléiade» einaudiana, già considerata di assoluta eccellenza. Paduano ha poi scritto per l’occasione un saggio introduttivo che approfondisce il rapporto tra metamorfosi e morte e analizza le varie tipologie di trasformazione raccontate da Ovidio.
Fin dal titolo (da Eliot) i versi di Antonio Prete indagano lo statuto di realtà che si mostra oltre l'ordine visibile del tempo.