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Antropologia del contemporaneo

Il lato sinistro

Ne “Il lato sinistro” si raccolgono alcuni scritti risalenti a varie occasioni e rimasti per lo più inediti o confinati in sedi appartate. Sono riflessioni e contributi su questioni e autori diversi: la storia della morte, la festa del Primo Maggio, forme e vittime dell’intolleranza, la “peste” manzoniana. Li legano sentimenti e ricordi personali, come nello scritto sui conflitti religiosi e sociali intorno alla festa del Primo Maggio.

Un tempo senza storia

Sottotitolo
La distruzione del passato
ISBN
9788806209186

«Si moltiplicano i segnali d'allarme sulla perdita di memoria collettiva e di ignoranza della nostra storia. Nella realtà italiana di oggi c'è un passato che sembra dimenticato. E il peso dell'oblio è qui forse piú forte che altrove. Ma che cosa significa liberarsi dal peso del passato?»

Abitare la complessità

Sottotitolo
La sfida di un destino comune
ISBN
9788857571119

L'uomo odierno si trova in una crisi cognitiva, che concerne il rapporto che intrattiene con sé stesso e con la realtà. È una condizione paradossale. Viviamo in un mondo sempre più complesso, nel quale tutto è connesso e all'interno del quale, tuttavia, si producono drammatiche disgregazioni. Domina un paradigma di "semplificazione", che ci separa illusoriamente dalla natura, ci rinchiude nei confini nazionali, frammenta i saperi, irrigidisce le identità. Il successo di tale modello accresce le tendenze regressive e il rischio di catastrofi future.

Progresso

ISBN
9788815286413

Una parola che sembra quasi da evitare, un ricordo di tempi lontani e di perdute ingenuità intellettuali. Eppure, l'idea di progresso esprime qualcosa di profondo e di essenziale: una rappresentazione della storia senza la quale la nostra identità e la nostra capacità di progettare il futuro sono a rischio. Scritte appena prima che iniziasse la crisi del Coronavirus, queste pagine, cui tocca oggi la più implacabile delle verifiche, si interrogano sulla funzione progressiva della tecnica e della scienza, che non sono una potenza estranea: sono nostre figlie, siamo noi.

La fatica di essere pigri

ISBN
9788832851625

La storia della pigrizia ha radici antiche, incrociandosi con l’ozio e con l’accidia. L’ozio è padre di tutti i vizi, ma anche virtù del letterato che sfugge alle costrizioni del lavoro. Analogamente l’accidia è vizio capitale, meno grave però di altri comportamenti considerati riprovevoli. Intere classi sociali ne fanno il loro vanto, altre la deridono, altre vi aspirano.

Ricordati di me

Sottotitolo
La rivoluzione digitale tra memoria e oblio
ISBN
9788833933351

I social network stanno diventando degli enormi archivi digitali, a partire dai quali è possibile costruire – in maniera del tutto inedita – una grande autobiografia culturale collettiva, in cui ciascuno contribuisce con parole e immagini a delineare tanto il proprio profilo biografico quanto quello degli altri, plasmando insieme la memoria personale e quella collettiva.

Post-Sinistra

Sottotitolo
Cosa resta della politica in un mondo globalizzato
ISBN
9788858111666

Dove sono finite le appartenenze politiche? Non pochi sostengono che l'attenuarsi del contrasto tra opposte identità collettive è il segno di un passaggio della politica dall'infatuazione ideologica a una conquistata dimensione pragmatica. Ma le ragioni della contrapposizione Sinistra-Destra sono ancora tutte lì, sul tappeto "globale", potenziate e ingigantite dall'unificazione dello spazio planetario. Quel che più sorprende è che l'appannamento della Sinistra si manifesti proprio nel momento in cui esplode lo scandalo della diseguaglianza.

Poveri, noi

ISBN
9788806203122

Nel clima di crisi globale, anche in Italia stanno venendo alla ribalta questioni come l’impoverimento del ceto medio e le disuguaglianze crescenti, e tuttavia il racconto prevalente continua a rassicurare sulla tenuta complessiva del nostro Paese, sia dal punto di vista economico che sociale. Marco Revelli ha un’opinione diversa.

I demoni del potere

ISBN
9788858110553

Dalle fessure che sempre più numerose iniziano a incrinare la superficie levigata dell'ordine formale, sembrano occhieggiare – minacciosi – i riflessi di una sorta di potere impalpabile, invisibile, astratto e impersonale, ma tuttavia feroce.